
«L'ho colpita alle spalle, in camera mia. L'ho uccisa perché l'amavo». Mark Antony Samson, il 23enne reo confesso dell'omicidio della ex ragazza Ilaria Sula, 22 anni, nelle 5 ore dell'interrogatorio di convalida del fermo racconta particolari inquietanti della mattanza. «Ilaria era venuta la sera del 25 per restituirmi alcuni vestiti. Vista l'ora è rimasta a dormire da noi. La mattina mi sono accorto che chattava con un ragazzo conosciuto in rete. Ho avuto un raptus, ho agito d'impulso. E l'ho ammazzata». Ilaria e Mark si sono lasciati da tempo, si erano conosciuti al McDonald's di piazza del Popolo dove lavoravano part time. Poi era finita. Mark non l'ha mai accettato. È la mattina del 26. Il giovane, infuriato, colpisce per tre volte Ilaria tagliandole la gola. Alle domande del gip sui genitori si avvale della facoltà di non rispondere. Il 23enne pulisce il pavimento. Mette in un sacco un tappeto macchiato e gli stracci usati per pulire. Getta il coltello in un cassonetto, poi rientra e si prepara per sbarazzarsi del cadavere. Ilaria è esile, un metro e 55 di statura, nonostante ciò entra a malapena in un grosso trolley da cui spuntano le gambe. Lui vuole lasciarla nella zona del monte Guadagnolo, vicino Poli, dove va spesso in mountain bike. Nel pomeriggio avvicina l'auto al civico 8 di via Homs e, coprendo la valigia, apre il bagagliaio. Sono le 18, arriva in cima al dirupo sulla Guadagnolese, a 50 chilometri dalla capitale, e si sbarazza del cadavere lasciandolo cadere per decine di metri. Alcune fototrappole riprendono la sua auto. Mark Antony commette l'errore di tenere il cellulare di Ilaria. Lo spegne e lo riaccende per cancellare i suoi profili social e inviare messaggi per farla credere ancora viva. Finge anche con le conviventi della vittima. Abbraccia il padre di Ilaria e suo fratello Leon quando arrivano a Roma da Terni dove vivono. Ma la squadra mobile non lo molla un istante. Gli agenti sono certi del suo coinvolgimento: lo smartphone di Ilaria aggancia per giorni la zona in cui vive Samson.
Fino a quando lo getta in un tombino. «Ho fatto tutto da solo», dice davanti al gip. I genitori del ragazzo non si sarebbe accorti del suo arrivo, la sera del 25. «Era in camera da solo. Lei? Mai vista», mettono a verbale.
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